Documentazione necessaria all'ingresso nel paese Cina

Passaporto: necessario, con validità residua di almeno sei mesi. Per le eventuali modifiche relative alla validità residua richiesta del passaporto si consiglia di informarsi preventivamente presso l’Ambasciata o il Consolato del Paese presente in Italia o presso il proprio Agente di viaggio.

Visto d'ingresso: le richieste di visto d’ingresso vanno indirizzate, anche attraverso agenzie turistiche, alle Rappresentanze diplomatico-consolari cinesi in Italia (per maggiori informazioni su modalità e documentazione richiesta vedi: www.fmprc.gov.cn). 

Non è previsto il rilascio di visti ai posti di frontiera, per cui coloro che all’arrivo in territorio cinese ne risultano sprovvisti vengono respinti.

Durante il soggiorno in Cina, si consiglia di custodire con attenzione il passaporto che andrà sempre tenuto a portata di mano per eventuali controlli d’identità. È bene inoltre portare copia delle sue pagine rilevanti e del visto cinese. In caso di furto o smarrimento, andrà innanzitutto sporta denuncia presso il più vicino Ufficio di Pubblica Sicurezza. Quindi, con la denuncia e due foto, occorrerà recarsi presso la Rappresentanza diplomatico-consolare più prossima per richiedere un documento di viaggio, con cui sarà possibile soltanto il rientro in Italia, oppure richiedere un nuovo passaporto per il cui rilascio occorre un periodo di tempo più lungo. Infine bisognerà acquisire il “visto d’uscita” cinese per il cui rilascio possono essere necessari almeno 5 giorni lavorativi. Il disbrigo di tutte le procedure può richiedere qualche giorno se ci si trova, al momento del furto o dello smarrimento, lontano da Pechino, Shanghai, Canton o Chongqing dove sono presenti le nostre Rappresentanze Diplomatico-Consolari.

Formalità valutarie e doganali: non esistono particolari limitazioni all’importazione di valuta straniera. Se la somma supera i 5.000 US$, è bene dichiararla all’ingresso compilando il formulario doganale in duplice copia, per poter poi dimostrare - all’uscita dal Paese - il precedente possesso della somma eventualmente restante, in caso di controllo doganale. 
Lo Yuan/RMB non è ancora liberamente convertibile.
Vanno dichiarate le apparecchiature elettroniche di esclusivo uso personale.

Limitazione di esportazione
Il Governo cinese esercita un rigoroso controllo sulla esportazione di oggetti ed opere d’arte di significativo valore culturale. Nel caso si acquistino oggetti d’arte è necessario assicurarsi che sia stata concessa l’autorizzazione all’esportazione da parte del Cultural Relics Appraisal Institute (36 Fuxue Hutong, Dongcheng District, Beijing tel.64014608), che rilascia un certificato per l’esportazione e imprime un timbro ufficiale sull’oggetto. I contravventori stranieri possono essere puniti anche con misure restrittive della libertà. 
- È altresì vietata l’esportazione di animali rari, piante rare ed i loro semi; metalli preziosi e diamanti.

SICUREZZA:
Si raccomanda ai connazionali presenti nell'area di mantenere una condotta vigile ed improntata a prudenza. Il Paese è sostanzialmente stabile e sicuro. Si sono tuttavia verificati recentemente episodi di violenza nella regione dello Xinjiang, incluso il capoluogo Urumqi, che sono stati catalogati come atti terroristici dalle Autorità cinesi con la conseguente intensificazione delle misure di sicurezza. Si suggerisce a tutti coloro che si recano o già si trovino in tali aree, la massima cautela. La microcriminalità è in aumento e tocca anche gli stranieri, i quali sono soprattutto vittime di scippi e furti di passaporto.

È opportuno inoltre:
- mantenere un atteggiamento di cautela nelle ore notturne soprattutto nelle zone dei locali di divertimento (a Pechino, il quartiere “San Li Tun”) dove si sono verificati casi di aggressioni e di pestaggi a danno di stranieri; in tali casi, l’intervento della polizia può determinare l’arresto dei connazionali coinvolti, anche per lunghi periodi, in attesa della determinazione della responsabilità di coloro i quali sono stati coinvolti nella colluttazione.
- assicurarsi, nell’effettuare acquisti in mercatini popolari che la merce sia di propria soddisfazione (il rimborso non è assicurato);
- contrattare in anticipo la tariffa di qualsiasi servizio turistico.

Xinjiang. Un’ampia parte della popolazione di questa regione è per lingua e cultura di ceppo turco e confessione islamica. Nel recente passato, si sono verificati disordini sociali ed episodi violenti di protesta nei principali centri abitati dello Xinjiang. La situazione appare comunque sotto il fermo controllo delle Autorità cinesi, nonostante gli episodi di violenza verificatisi a Urumqi ed in altri centri della regione a partire dal luglio 2009. In alcuni casi è stato negato l'accesso a gruppi turistici in specifiche zone ed è prudente non avventurarsi da soli in zone rurali della regione. 


AVVERTENZE
Si consiglia di:
tenere sempre a portata di mano il passaporto, biglietto aereo ed una somma di denaro;
mantenere una buona dose di prudenza allorché ci si trova nelle zone ad alta frequentazione turistica o particolarmente affollate (mercatini, zone di locali notturni, ecc.);
evitare, in caso di aggressione, qualunque resistenza o reazione;
mantenere sempre comportamenti rispettosi delle leggi locali, la cui violazione può comportare il fermo di polizia e l’arresto anche per reati lievi.
Qualora ci si ritrovi in situazioni in cui viene messa a repentaglio la propria sicurezza, bisogna  rivolgersi alla Polizia chiamando il n. 110 e successivamente sporgere denuncia alle competenti Autorità di pubblica sicurezza. I ‘interessato potrà in seguito contattare l’Ambasciata per informare dell’accaduto. 
Durante il soggiorno è necessario attenersi scrupolosamente alle leggi cinesi.


In particolare si ricorda che:
- sono proibite manifestazioni pubbliche che non siano state autorizzate dal locale Ufficio di Pubblica Sicurezza;
- ci sono restrizioni all’esercizio di alcune attività religiose, come la distribuzione di materiale proselitistico;
- il movimento religioso Falun Gong è bandito;
- le Autorità giudiziarie possono disporre il sequestro del passaporto dello straniero citato in giudizio per cause civili, anche di natura commerciale, che possono trattenerlo fino alla conclusione della controversia. 
In generale occorre tener presente che le Autorità di pubblica sicurezza tendono ad applicare rigidamente la normativa in materia di ordine pubblico sia nei confronti dei propri cittadini che degli stranieri. Nel relazionarsi con le forze di polizia, che raramente parlano l’inglese, è opportuno mantenere la calma ed, in caso di incomprensioni, rivolgersi all’Ambasciata o al Consolato italiano per la necessaria assistenza.
In caso si incorra in misure restrittive della propria libertà personale (fermo o arresto), è importante che, direttamente o tramite persone vicine, si entri in contatto con l’Ambasciata o il Consolato Generale per richiedere il loro intervento.

Normativa prevista per uso e/o spaccio di droga (leggere o pesanti):
in Cina la legislazione sull’uso e il commercio di sostanze stupefacenti è molto rigida e arriva a prevedere, per il grande spaccio, la pena di morte. Recentemente le Autorità cinesi hanno effettuato numerose retate anti-droga nei locali notturni, sottoponendo in loco i presenti a test delle urine mediante reagenti chimici; quanti risultati positivi al test (inclusi numerosi stranieri) sono stati condannati a pene di detenzione amministrativa e successivamente espulsi. Si attira l’attenzione di quanti intendano recarsi in Cina sul fatto che tali test possono rilevare tracce di sostanze stupefacenti assunte anche a distanza di alcuni giorni, e dunque è possibile risultare positivi in caso di consumo avvenuto prima dell’ingresso in territorio cinese.

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