UZBEKISTAN - Taskhent

Dall'Uzbekistan all'impenetrabile Turkmenistan

  • Soggiorno+trasferimento+escursioni , Tour + Voli interni , Guesthouse
  • 12 giorni / 11 notti
  • 4x4
  • Guesthouse , standard 3 / 4 stelle
  • Pensione completa

Tour di 12 giorni e 11 notti con partenze giornaliere in strutture a 4 stelle che vi porterà in due realtà totalmente differenti ma unite tra loro. L'antica via carovaniera della seta.
L'Uzbekistan, da un lato con la magia delle sue città incantate: la leggendaria Samarcanda con la sua splendida piazza del Registan e la monumentale necropoli; Bukhara con i suoi caratteristici vicoli, i suoi caravanserragli e le sue madrase; Khiva, racchiusa ancora nelle sue antiche mura, Taskhent, la Capitale.
Dall'altro lato, uno Stato "fantasma": il Turkmenistan. Escluso dal resto del mondo per decenni a causa della follia del suo Presidente-dittatore, mantiene intatte le tracce dei caravanserragli ove si fermavano gli antichi mercanti.

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Dettagli

GIORNO 1: arrivo a TASHKENT
Arrivo a Tashkent in prima mattina. Incontro con la guida locale e trasferimento in hotel 4 stelle. Dopo un breve riposo inizio della visita della città nuova di Tashkent: Independence Square, Amir Temur Statue, Memorial to the World War II Victims. Pranzo. Si prosegue la visita del Monument of Courage, State Museum of Applied Arts, Alisher Navoi Theater Square. Cena e pernottamento.


GIORNO 2: TASHKENT – URGENCH – KHIVA
Prima colazione. Trasferimento all’aeroporto di Tashkent per il volo per Urgench. All’arrivo, trasferimento a Khiva (30 km). Escursione lungo lo storico Complesso Ichan-Kala (XII-XIX cc.) incluso nella UNESCO World Heritage List: la Citadel Kunya-Ark (XVI-XVI cc.), la Muhammad Amin Khan Madrasah, la Kazi Kalon Madrasah, la Muhammad Rakhimkhan II Madrasah, il Ismail Khodja Mausoleum. Pranzo. Si prosegue la visita del Sayid Allauddin Mausoleum, Kalta Minor Tower, il Tash-Khovli Palace (XIX c.), Palvan Darvaza (Warriors Gate), Djuma Mosque (X c.), Allakulikhan Madrasah, Ota Darvaza (Father Gate), Kutlug Murad Inaq Madrasah. Trasferimento all’hotel, cena e pernottamento.


GIORNO 3: KHIVA – DASHOGUZ – KUNYA URGENCH – ASHGABAT (260 km)
Prima colazione. Al mattino trasferimento allo “Shavat” Uzbek-Turkmen border point (65 km, 1 hrs.). Espletate le formalità doganali, si continua il tragitto verso Kunya Urgench (105 km). All’arrivo escursione a Kunya Urgench (UNESCO World Heritage Site): visita al Turabek Khanum Mausoleum (14th c.); Kutlug Timur Minaret; Sultan Tekesh Mausoleum (12th c.); Kyrk-Mollah Mound; Il-Arslan Mausoleum. Pranzo. Trasferimento a Dashoguz (90 km, 1 hrs.). All’arrivo trasferimento all’aeroporto per il volo serale diretto ad Ashgabat (50 min.). Trasferimento all’hotel 4 stelle, cena e pernottamento.


GIORNO 4: ASHGABAT
Prima colazione. Intera città dedicate alla visita di Ashgabat: visita al National Museum of History and Ethnography; Old Nissa Fortress (UNESCO World Heritage Site). Pranzo. Si prosegue la visita della Turkmenbashi Mosque e Mausoleum; Neutrality Arch; Independence Park and Monument (assomiglia ad una “Eiffel Tower” in marmo bianco giacente in un parco); Fountain Monument (dedicate al decimo anniversario dell’indipendenza). Trasferimento all’hotel, cena e pernottamento.


GIORNO 5: ASHGABAT – MARY – MERV – MARY
Prima colazione in hotel. Trasferimento all’aeroporto per il volo per Mary. Arrivo a Mary e prosecuzione con l’escursione all’antica Merv (UNESCO World Heritage Site). Pranzo. Visita al forte di Big and Small Kyz-Kalas; Mausoleums of Sultan Sandjar and Mohammed Ibn-Zeyd (XII c.). Ritorno a Mary e visita del Regional History Museum. Trasferimento all’hotel, cena e pernottamento.


GIORNO 6: MARY – BUKHARA (390 km)
Prima colazione. Al mattino trasferimento al punto di confine “Farab” Turkmen-Uzbek (295 km). Una volta espletate le formalità doganali, incontro con la guida dal lato Uzbeko, pranzo e proseguimento per Bukhara (95 km). All’arrivo trasferimento all’hotel, cena e pernottamento.


GIORNO 7: BUKHARA
Prima colazione. La santa Bukhara, città natale di Ibn Sino (Avicenna), città amata da tutti i santi e da tutti i più famosi filosofi, lussuriosa capitale dell’Emiro. Intera giornata dedicata alla visita di Bukhara: visita alla Cittadella di Ark (IV c.) – città nella città, Bolo-Khauz Mosque, Ismael Samani Mausoleum (la tomba della dinastia dei Samanidi),  Poyi Kalon Ensemble – il cuore religioso della sacra Bukhara che consiste nel Minaret Kalon (XII c.), Kalyan Mosque (XII c.) e Miri Arab Madrasah (XVI c.), Ulugbek Madrasah (1417). Pranzo. Si prosegue la visita della Abdulaziz Khan Madrasah, Magoki-Attori Mosque (XII-XVI cc.),  Kosh-Madrasah Ensemble che consiste nella Madari-Abdullakhan Madrasah, Lyabi-Khauz Ensemble (XIV-XVII cc.), Nodir Divanbeghi Madrasah, e la Abdullakhan Madrasah. Trasferimento all’hotel, cena e pernottamento.


GIORNO 8: BUKHARA
Prima colazione. Escursione fuori città e visita del Bakhauddin Naqshbandiy Memorial Complex (XVI-XIX cc.). Visita del Sitorai Mokhi-Khosa Complex (XIX c.) – residenza estiva dell’ultimo Emiro di Bukhara. Pranzo. Ritorno in città ed escursione al Coumpol Bazaar (XVI c.) – centro ove i turisti possono osservare il reale processo di compravendita del mercato Uzbeko. Consiste nel Toki Saraffon (the Dome of Money changers), Toki-Telpak Furushon (the Dome of Cap makers), Toki Zargaron (the Dome of jewelers) and Tim Abdullakhan (the Center of silk). Trasferimento in hotel, cena e pernottamento.


GIORNO 9: BUKHARA – SAMARKAND (260 km)
Prima colazione. Trasferimento a Samarkand (260 km). All’arrivo trasferimento in hotel. Pranzo. Successivamente tour a piedi per la città.
Cena e pernottamento.


GIORNO 10: SAMARKAND
Prima colazione. Intera giornata dedicate alla visita della città: visita della famosa Piazza Registan che consiste nella Madrasah Ulugbek (XV c.), Madrasah Sher-Dor (XVII c.), Madrasah Tillya-Kori (XVII c.); Guri Emir Mausoleum -Tamerlane’s Tomb (XIV-XV cc.), Ulugbek Observatory (XV c.), Afrosiab Museum, Architectural Complex Shakh-i-Zinda (XI-XV cc.), Bibi Khanum Mosque (XIV-XV). Pranzo. Visita del Siyob Bazaar. Trasferimento in hotel, cena e pernottamento.


GIORNO 11: SAMARKAND – TASHKENT (350 km)
Prima colazione. Al mattino trasferimento a Tashkent (350 km). All’arrivo, trasferimento all’hotel 4 stelle. Pranzo. Visita della città vecchia di Tashkent: visita del Khazrati Imam Complex, consistente nel Barak Khan Madrasah (XVI c.), nel Kaffal Shashi Mausoleum (XV c.), Muyi-Mubarak Mosque; la Djuma Mosque di Khodja Akhrar Vali, la Kukeldash Madrasah (XVI c.). Tempo a disposizione per acquisti nel CHORSU bazaar. Cena e pernottamento.


GIORNO 12: partenza da TASHKENT
Prima colazione e trasferimento in aeroporto.

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Date e prezzi
Prezzo
dal 15/03/19 al 31/10/19
QUOTAZIONE SU RICHIESTA
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Incluso/Escluso

Partenze giornaliere, garantite, con minimo 2 partecipanti.

POSSIBILITA' DI PRENOTAZIONE del volo intercontinentale con TURKISH AIRLINES da MILANO o da ROMA.

La quota comprende:
- tour come da programma;
- sistemazione in camera doppia in hotel 4 stelle con trattamento pensione completa (bevande non incluse);
- ingressi, visite ed escursioni con guida locale parlante italiano;
- trasporto in auto con a/c con autista professionista;
- volo di linea interno Tashkent/Urghench;
- voli di linea interno Dashoguz/Ashgabat/Ashgabat/Mary;
- lettera di invito per ottenere il visto uzbeko;
- lettera di invito per ottenere il visto turkmeno;
- guida locale in lingua inglese in Turkmenistan;
- acqua minerale 1 L (per persona, per giorno);
- assicurazione Medico, Bagaglio;
- mappa di Uzbekistan e souvenirs;
- tax in hotels.


La quota non comprende:
- volo di linea intercontinentale dall'Italia;
- tasse aeroportuali;
- quota Iscrizione € 40 a persona;
- visto d’ingresso Uzbekistan da procurarsi personalmente con possibilità di assistenza da parte del consulente;
- visto d'ingresso Turkmeno da pagarsi in loco (alla frontiera Shavat) 59 USD a persona;
- Turkmenistan migration tax 14 USD a persona da pagarsi in loco;
- tax in hotel in Turkmenistan 2 USD per notte a persona da pagarsi in loco;
- escursioni non indicate nel programma;
- assicurazione annullamento e cancellazione del viaggio facoltativa;
- adeguamento valutario da confermarsi entro 20 giorni dalla data della partenza;
- clausola facoltativa “blocca prezzo” € 40 a persona;- Escursioni non previste dal programma;
- spese di carattere personale, mance e quanto non espressamente menzionato "nella quota comprende".

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Appunti di Viaggio

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA ALL’INGRESSO NEL PAESE UZBEKISTAN:


Passaporto: necessario, con validità residua di sei mesi oltre la scadenza del visto. 


Visto d'ingresso: necessario. Da richiedersi - almeno 30 gg. prima della partenza - presso l’Ambasciata dell’Uzbekistan a Roma.
Si esorta a controllare il visto ottenuto in quanto il numero dei giorni per i quali viene consentito il soggiorno nel Paese può non essere uguale al periodo di validità del visto (il numero dei giorni può essere inferiore all’arco temporale di durata del permesso; in questo caso sarà consentita una permanenza pari al numero dei giorni indicati da utilizzarsi nel corso del periodo di validità riportato sul visto).


Sicurezza: La capitale Tashkent e le città di interesse turistico come Samarcanda, Bukhara, Khiva e Nukus sono oggetto di particolari misure di controllo, ma non presentano al momento problemi di sicurezza.


Formalità valutarie e doganali: all'entrata nel Paese, è obbligatorio compilare un formulario dettagliato con quesiti di ordine valutario e doganale, che deve essere restituito al momento di lasciare il Paese. Si raccomanda vivamente di conservare le ricevute per il cambio di valuta, da esibire, a richiesta delle autorità doganali, al momento di lasciare il Paese. La normativa locale prevede che un'eventuale eccedenza di denaro rispetto a quanto dichiarato al momento dell'ingresso nel Paese, ove non adeguatamente documentata, venga confiscata dalla polizia doganale. È previsto inoltre il pagamento di una multa. 
E’ estremamente consigliabile portare con sé moneta contante (Dollari o Euro), in quanto l’uso delle carte di credito è sostanzialmente limitato ai principali alberghi della sola città di Tashkent.
Gli sportelli bancomat non sono al momento presenti nel Paese, se non in alcuni hotel della capitale.
Si raccomanda la massima cautela nella introduzione di medicinali di  tipo psicotropo (rientrano in questa categoria anche gli ansiolitici) nel Paese, poiché essi tendono a venir equiparati a vere e proprie droghe.


Fuso orario:
+4 ore rispetto all'Italia; +3 quando in Italia vige l'ora legale.


Clima: l’Uzbekistan ha un clima essenzialmente continentale, freddo in inverno (nel mese di gennaio la temperatura scende spesso sotto zero), e molto caldo in estate (a luglio può raggiungere anche i 46 gradi centigradi).


Moneta:
Sum


Lingue:
ufficiale è l’uzbeko; molto diffuso anche il russo. Il tagiko è d’uso comune nelle aree di Samarcanda e Bukhara. 


AMBASCIATA D’ITALIA A TASHKENT
ULITSA YUSUF XOS XODJIB 40
100031 TASHKENT, 
Tel.: 00998 71  2521119  - 2521120 – 2521121 – 2521123
Fax: 00998 71  1206606


DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER L’INGRESSO NEL PAESE TURKMENISTAN:


Passaporto: necessario, con validità residua di almeno tre mesi. Per le eventuali modifiche relative alla validità residua richiesta del passaporto si consiglia di informarsi preventivamente presso l’Ambasciata o il Consolato del Paese presente in Italia (non è ancora presente in Italia l’Ambasciata del Turkmenistan vedi sotto) o presso il proprio Agente di viaggio.


Visto di ingresso: obbligatorio per tutte le tipologie di viaggio. In Italia non sono al momento presenti Rappresentanze diplomatiche o consolari turkmene: il visto può essere richiesto all’Ambasciata turkmena a Parigi (Rue Picot, 13 75116 Parigi; tel. +0033147550536; fax 0033147550568) o presso qualsiasi Rappresentanza diplomatica turkmena presente all’estero. Il rilascio del visto è subordinato alla presentazione di una lettera di invito di una agenzia turistica turkmena.
E’ possibile ottenere il rilascio del visto all’aeroporto o alla frontiera, solo previo positivo completamento della procedura di invito (ad esempio, da parte di una agenzia turistica o Società presente in loco) con il rilascio dell’autorizzazione all’ingresso nel territorio turkmeno rilasciata dal “Servizio Statale per le Migrazioni del Turkmenistan, presso il quale è necessario registrarsi entro tre giorni dall’arrivo nel Paese.

Formalità valutarie e doganali: la valuta deve essere dichiarata all’ingresso nel Paese; non è permesso esportare valuta superiore a quella dichiarata in entrata. È vietato cambiare la valuta pregiata al mercato nero. È sempre consigliabile portare con sé denaro contante. I dollari USA sono generalmente più diffusi e più facilmente convertibili presso le banche e gli uffici di cambio. L’uso delle carte di credito è molto limitato. Al momento l’unica carta di credito accettata (ma solo nei principali alberghi internazionali e non sempre) è la VISA.

Limitazione di esportazione: è vietata l’esportazione di tappeti antecedenti al 1970; ogni tappeto acquistato deve essere accompagnato da un certificato di esportazione rilasciato dal negoziante e comporta il pagamento dei diritti doganali. Dipinti o altri oggetti di antiquariato possono essere esportati solo previa autorizzazione del Ministero della Cultura (da richiedere con congruo anticipo rispetto alla partenza). Le ispezioni doganali del bagaglio sono particolarmente accurate.


SICUREZZA:
Le condizioni di sicurezza nella capitale Ashgabat e nei principali centri urbani del Paese (Turkmenbashi, Merv) sono nel complesso accettabili. Si consiglia grande cautela negli spostamenti notturni e al di fuori dei centri urbani, anche per le difficoltà logistiche connesse alle cattive condizioni della rete stradale. È consigliabile, in ogni caso, servirsi di una guida locale, anche per la frequenza dei controlli da parte della polizia. Il paese registra bassi livelli di criminalità, ma si suggerisce prudenza nel frequentare i luoghi affollati (mercati) per il possibile rischio di borseggi. In generale, si suggerisce il rispetto di elementari regole di cautela quali: non portare indosso gioielli vistosi, non mostrare in pubblico grandi somme di denaro, non usare taxi non ufficiali, soprattutto di notte. Il Turkmenistan condivide con resto del mondo la crescente esposizione al rischio del terrorismo internazionale. Si raccomanda inoltre cautela in tutte le aree periferiche del paese, in particolare quelle in prossimità delle frontiere. Alcune aree del Paese (Dekhistan, Kerki, Gushgi, Saraghs, Riserva naturale di Badkhyz e di Kugitang) sono accessibili solamente previo rilascio di apposito permesso da parte del Ministero degli Esteri locale.


Avvertenze:
Si raccomanda di notificare sempre all’arrivo nel Paese la propria presenza e gli eventuali spostamenti all’Ambasciata d’Italia ad Ashgabat e di registrare i dati relativi al viaggio che si intende effettuare sul sito DoveSiamoNelMondo. 

Si consiglia di:
- avere un comportamento ed un abbigliamento consono alle sensibilità locali tenendo presente che il Turkmenistan è un Paese islamico; 
- non avvicinare le donne locali e di non effettuare riprese fotografiche alle persone senza aver ottenuto il consenso degli interessati; 
- non effettuare riprese e foto di edifici pubblici. È vietato riprendere edifici pubblici, caserme di polizia e militari. 
Si segnala inoltre che è vietato fumare in luoghi pubblici e in strada.

Normativa prevista per uso e/o spaccio di droga (leggere o pesanti):
La legge locale punisce severamente i reati connessi alla droga (compreso il consumo). 

In caso di problemi con le autorità locali di Polizia (stato di fermo o arresto) si consiglia di informare l’Ambasciata d’Italia per la necessaria assistenza.
In caso di emergenza contattare l'Ambasciata d'Italia al cellulare di emergenza
+993 61174271


Fuso orario:
+4h rispetto all'Italia; +3h quando in Italia è in vigore l'ora legale


Moneta:
Manat. I dollari USA e, in misura minore, l'euro sono accettati nel Paese.


Telefonia:
Prefisso per l'Italia: 810.39
Prefisso dall'Italia: 00993  
Prefisso Ashgabat: 12
È presente la rete di telefonia mobile. L’accesso a internet è molto limitato.


CURIOSITA' SUL TURKMENISTAN:
Il Turkmenistan fu governato dalla data della sua indipendenza (avvenuta nel 1991) fino a pochi anni fa, dallo stravagante leader "dittatore", Nyazov il quale aveva delle manie e delle megalomanie del tutto particolari.


Fra i più stravaganti decreti di Niyazov, ne ricordiamo brevemente alcuni:
La costruzione di statue d’oro massiccio raffiguranti lui stesso che girano seguendo il moto del sole.
L’imposizione a tutti gli studenti ed i soldati di indossare orologi con la sua effige.
La rinominazione del mese di gennaio con il suo stesso nome.
Il divieto ai giovani di rifarsi i denti d’oro, accompagnato dal consiglio di masticare ossa per rinforzare la dentatura.
L’imposizione ai medici di giurare non più su Ippocrate, ma su lui stesso.
Il divieto ai giovani di portare capelli lunghi e barba.
La rinominazione del pane con il nome di sua madre Gurbansoltan, morta quando lui aveva due anni.
La ridefinizione degli stadi della vita umana: lui è nella fase ispirazionale, che va dai 61 ai 72 anni.
Chi leggerà per tre volte il mio libro conoscerà il divino e andrà in paradiso”, dichiarò alla televisione di Stato l’eccentrico dittatore del Turkmenistan, Saparmurat Niyazov. Si riferiva alla sua opera letteraria, il Rukhnama, un delirante testo filosofico-morale paragonato dal suo modesto autore alla Bibbia e al Corano. Lo studio di questo libro è obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado della repubblica centroasiatica.
Negli stessi giorni il Turkmenbashi, ‘Guida dei turkmeni’ – come Niyazov si faceva chiamare dai suoi compatrioti – ordinava di piantare in pieno deserto del Kara-Kum una foresta di mille chilometri quadrati allo scopo di “migliorare il clima del paese”.
L’aeroporto della capitale Ashgabat prende il nome di aeroporto Turkenbasy.
Krasnovodosk, città portuale più importante del paese, non ha più motivo di chiamarsi così. Si chiamerà Citta di Turkmenbasy.
Se una scuola è importante a livello nazionale, allora si chiamerà scuola Turkmenbasy.
Qualsiasi via o piazza di una certa importanza si chiamerà Turkmenbasy.
Gennaio è un mese che piace molto a Niyazov: tanto da ribattezzarlo Turkmenbasy.
Nel 1998 cade un meteorite di 300 Kg in territorio turkmeno. Ecco, quel meteorite, da allora, si chiama Turkmenbasy.


L’età d’oro di Niyazov.
Il passare del tempo non placa la sete di megalomania del dittatore. Tanto che, ormai ultrasessantenne, tra il 2004 e il 2005 sfodera dal cilindro nuove idee:
Vieta ai sudditi di fare crescere barba e baffi.
15.000 medici vengono licenziati e rimpiazzati da uomini facenti parte dell’esercito.
I medici non giurano più a Ippocrate ma a Turkmenbasy.
Vieta alle giornaliste TV di truccarsi perché, sostiene il dittatore, “le Turkmene sono già belle”.
Chiude le biblioteche perché “i turkmeni non leggono” e, se proprio devono farlo, a loro basta il Corano e il Rukhnama.
Ritira tutte le patenti e obbliga al superamento di un esame di moralità per riottenerle.
Chiude tutti gli ospedali a parte quelli della capitale.
Ridefinisce gli stadi della vita e promette il regno dei cieli a chi legge almeno 3 volte il Rukhnama.
Tale libro deve essere ben visibile in tutte le librerie e di fianco al Corano in tutte le moschee.
Fa costruire un palazzo del ghiaccio nel deserto Turkmeno di Karakum, uno dei posti più caldi del pianeta. Giustifica il tutto dicendo che vuole insegnare il pattinaggio a chi abita nel deserto.
Ordina la creazione di un lago nello stesso deserto.
Obbliga i parlamentari del suo governo a piantare un albero per dare il buon esempio ai cittadini.
Per la stesura del Rukhnama si autoassegna il premio “Magtymguly” una specie di Nobel per la poesia.
A quel palazzo del ghiaccio manca ancora qualcosa: ci mette dentro dei pinguini.
Rende irraggiungibili i forum di discussione e autorizza la sola società di telecomunicazioni statale a vendere contratti internet. Nel 2005 i turkmeni on-line sono 36.000 circa, a fronte di una popolazione di più di 4.000.000 di abitanti.


Secondo Amnesty International il Turkmenistan è uno dei paesi più ignoranti al mondo. Tuttavia anche questo è un concetto relativo. Il fatto è che l’amato Turkmenbashi ha provveduto a scrivere un libro, il Ruhnama o “libro dell’anima” in cui, per risparmiare ai suoi sudditi la fatica, ha scritto tutto ciò che è necessario sapere, un po’ come l’amico secchione che al liceo faceva gli schemini per tutti. Il suo autore però, forse per modestia, ha preferito definirlo la più importante opera dell’umanità dopo la Bibbia e il Corano. Quindi, quando Amnesty International definisce il Turkmenistan uno dei paesi più ignoranti al mondo, non considera che tutti i suoi cittadini conoscono a memoria le 400 pagine del Ruhnama, cosa del resto necessaria per andare in chiesa, prendere la patente, ottenere un lavoro ed evitare la gattabuia.
Il Ruhnama viene distribuito alla popolazione, mentre noi occidentali siamo costretti, se vogliamo leggerlo, a comprarlo su Amazon per 48 dollari. Più fortunati di noi gli ufo, visto che nel 2005 una copia del Ruhnama è stata lanciata in orbita da una stazione spaziale russa, su finanziamento del Turkmenistan, perché potesse “conquistare lo spazio”.
Nella capitale Ashgabat c’è un’enorme statua meccanica del libro che, alle otto del mattino, si apre da sola mentre una voce registrata inizia a leggere alcuni passi salienti.
Nel caso non siate edotti di clima turkmeno, il Turkmenistan è praticamente un deserto con un deserto attorno. La specie più diffusa è il dromedario, i vegetali più diffusi sono sale, sabbia e gas tossici e per qualche ragione gli alberi di conifere piantati attorno alla capitale muoiono e si rinsecchiscono, immediatamente seguiti in questo destino dagli sfortunati ministri dell’agricoltura.
L’ultima perla di Niyazov è stata poi la fissazione con il freddo e gli sport invernali. Non si capisce perché, dopo tanti sforzi per isolare il paese, si sia poi messo in testa che tutti i turkmeni dovessero conoscere cosa c’era nel mondo che non avrebbero mai potuto vedere. Per questo decise di erigere un gigantesco zoo, ma soprattutto un palazzo del ghiaccio IN MEZZO AL DESERTO. Non solo stabilì che un paese dove la gente muore di fame ha assolutamente bisogno di pinguini (ne comprò oltre 40), ma dichiarò anche tutti i turkmeni avrebbero dovuto imparare a sciare.
Tra gli aspetti meno divertenti della dittatura del Turkmenbashi possiamo ricordare quando impose a tutti i pensionati di restituire la pensione e quando decise che un ospedale solo per 5 milioni di persone era sufficiente, in un momento di crisi economica, e chiuse tutti gli altri. Si calcola che queste misure siano costate 30 o 40.000 vite.
Nel 2006 volle dare mostra della sua moderatezza e saggezza liberando in una notte sola 11.000 prigionieri, tra cui 253 stranieri. La propaganda del regime chiamò tale giorno col sobrio nome di “Notte dell’onnipotenza”. Purtroppo tale atto di clemenza, troppo contrario alla natura sanguinaria e omicida del Turkmenbashi, causò in lui tali scompensi che poco dopo morì, d’infarto, privandoci di ulteriori aneddoti.

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